martedì 3 settembre 2013

Una domanda a tutti/e i/le blogger di cucina: le collaborazioni

Care amiche e cari amici blogger,
causa rottura della macchina fotografica sono un po' ferma con i post di ricette, ma ho una domanda che mi arrovella da un po'. Forse più che una domanda è uno spunto di dibattito, o forse è una ricerca di conferme o di smentite.
Spesso sui blog leggo di collaborazioni con questa o quella marca e, quasi la totalità delle volte, mi sembrano enormi marchette. Leggo di qualità quasi miracolose attribuite a conserve, pani, acque minerali, pentole, olii, tegami e chi più ne ha più ne metta. Descrizioni che rasentano il mellifluo.
Mi infastidiscono talmente tanto che, se la dichiarazione di collaborazione è nel corpo del post, lo chiudo subito, se è nell'anteprima o peggio nel titolo, non lo apro nemmeno.
Io ho una passione per la cucina veramente sfegatata, non ho un lavoro, per ora (e quindi qualche prodotto gratuito mi farebbe anche comodo), ospito pubblicità sul blog per racimolare qualche centesimo (in un anno e mezzo non ho raggiunto i 40 euro, comunque). Ma sulle collaborazioni non ce la posso proprio fare.
Ho trent'anni e cucino da 20 (padre molto all'antica, madre molto lavoratrice) e in questi vent'anni ho trovato una sola marca, per un solo prodotto, cui potrei fare pubblicità, perché è veramente migliore di tutte le altre marche.
Per il resto, crediamo davvero che la marca con cui collaboriamo sia la migliore, quella indispensabile, quella che senza di lei il piatto non riesce allo stesso modo? Oppure ci lasciamo sedurre da una cesta di prodotti e "svendiamo" la nostra passione per (è proprio il caso di dirlo) un piatto di lenticchie?
D'altra parte, però, vedo come questo meccanismo sia diffuso, e non posso pensare che tutti/e quelli/e che ne fanno uso siano degli sprovveduti. Oltre a ciò, credo che sono i cretini non cambino mai opinione e ancor di più credo che per contestare qualsiasi cosa, bisogna conoscerla a fondo.
Insomma, vorrei che qualcuno potesse farmi cambiare opinione, magari spiegandomi bene quali sono i costi/benefici delle collaborazioni, anche in termini "etico/morali", oppure raccontandomi la sua esperienza e le sue considerazioni in merito. Oppure, se c'è qualcuno che la pensa come (per ora) la penso io, che lo condivida.
Il tutto in modo civile ed educato, ovviamente.
Grazie.

Si è verificato un errore nel gadget